Storia del gong

 

La più vecchia citazione del gong si trova in una fonte cinese dei primi anni del VI secolo d.C. Nel IX sec. La sua presenza è segnalata a Giava e, nei secoli successivi, nelle isole dell'arcipelago Malese e in alcune parti della Nuova Guinea.

Alcuni studiosi ritengono che il gong sia stato usato prima dai Greci, per poi giungere in Turkestan durante le conquiste di Alessandro Magno. Qui fu introdotto nei riti buddisti e, quindi, si spostò in Cina e in Indonesia (Bali, Giava).

Il gong era menzionato all'epoca dell'imperatore Hsüan Wu (500-561 d.C.) e si dice che i cinesi lo ritengano originario della regione Hsi Yü, tra il Tibet e la Birmania.

Altre fonti collegano il gong ad antichi ritrovamenti di dischi di pietra che risalgono a 4000 anni prima della nascita di Cristo. A tal proposito, nella tradizione andina si collega il gong ed il suo utilizzo al grande disco solare, oggetto di culto e venerazione sacra nelle culture precolombiane.

Il tipo di gong più antico sembra essere quello a superficie piatta o poco rigonfia, e con un bordo non molto pronunciato, che trarrebbe origine dal tamburello a cornice. Questi modelli, per la loro grande diffusione, sono facilmente reperibili dall'India al Giappone.

Nel sud-est asiatico il gong è impiegato nelle danze, nei canti e nelle cerimonie religiose, e gli vengono attribuiti poteri magici per scacciare gli spiriti maligni e guarire le malattie.

Viene usato anche per trasmettere messaggi; nelle lingue orientali, infatti, le vibrazioni del tono vocale e dell'accento assumono valore semantico e insieme musicale.

Il gong è uno degli strumenti cinesi più tipici, usato nelle più svariate manifestazioni della vita: sulle porte dei mandarini annunciava i visitatori, nell'esercito annunciava la ritirata, nelle processioni teneva lontano gli spiriti maligni. Inoltre segnalava la partenza dei battelli, disturbava durante le eclissi il malvagio dragone divoratore della luna, marcava il ritmo accompagnando il canto. Nei templi buddisti risvegliava gli dei addormentati.

In occidente è divenuto simbolo della cultura orientale. Da alcuni anni a questa parte, per via del suo grande potere vibrazionale e di risonanza, e per la ricchezza di suoni armonici, viene utilizzato per la terapia olistica con le vibrazioni.

In ogni caso è uno strumento utilizzato nelle orchestre sinfoniche, per lo più limitato ai passaggi culminanti, nei quali spesso è talmente fragoroso da soverchiare l'orchestra.

L'americano Don Conreaux, dopo diversi anni di studio delle discipline orientali, in particolare il Kundalini Yoga, in India, ha portato in occidente la conoscenza sacra e spirituale della tradizione Yogica, creando un vero e proprio metodo di pratica con il gong.

Sua è infatti la definizione “Gong bath” (bagno di gong), utilizzata per definire le sessioni sonore con il gong. Da anni forma gong master in tutto il mondo.